Somewhere over the rainbow
Way up high,
There’s a land that I heard of
Once in a lullaby.
Somewhere over the rainbow
Skies are blue,
And the dreams that you dare to dream
Really do come true.
Someday I’ll wish upon a star
And wake up where the clouds are far
Behind me.
Where troubles melt like lemon drops
Away above the chimney tops
That’s where you’ll find me.
Somewhere over the rainbow
Bluebirds fly.
Birds fly over the rainbow.
Why then, oh why can’t I?
If happy little bluebirds fly
Beyond the rainbow
Why, oh why can’t I?
Sei tu che mi fai vedere le cose, con la tua chiarezza, il tuo modo privo di compromessi. Ti capisco poco a poco, e più ti “vedo” più vedo la tua bellezza. Ho bisogno di te. Del tuo essere goloso, dei tuoi eccessi, della tua normalità.
Sei eccezionale e ti amo. Non avevo mai capito il significato di questa “parola di quattro lettere”, ora lo so. Averti incontrato é la fortuna più grande della mia vita.
Passando davanti a un cinema ho visto la locandina del film “Leoni per Agnelli”. Ci sono le foto dei tre protagonisti, il grande Robert Redford, Meryl Streep e Tom Cruise.
Ero ferma al semaforo e li ho fissati per un po’. Beh, dopo attenta riflessione devo dirti una cosa.
E’ passata più di una settimana, potrei dire che ho avuto molto da fare e che per questa ragione non ho potuto scriverne. E’ così, ma solo in parte. E’ che é difficile parlare della morte e affrontare quel che provoca in noi.
Lo avevo visto due o tre volte, in un gruppo di lavoro. Lui spiccava immediatamente sugli altri, non solo per l’altezza e la pinguedine, entrambe notevoli. Giorgio era una persona buona, emanava calore e disponibilità. Dicendo che era una persona buona non intendo dire che fosse sempre gentile o accomodante. Buona vuol dire sincera d’animo, qualcuno che diceva quel che aveva da dire ma senza cattiveria, senza volontà di ferire. Qualcuno che non si nascondeva dietro a un dito.
Forse saranno stati tutti gli anni trascorsi nella Protezione Civile a renderlo così limpido – quando si interviene sul confine sottile tra la vita e la morte si impara ad essere guerrieri con tenerezza – o forse era così di suo. Non lo so. So che aveva l’umiltà di accettare che a volte si sbaglia, che a volte si può essere ciechi ed occorre compromettersi per aprire gli occhi, che non si possono pretendere garanzie nel risultato. So che mi ha spronato e sostenuto su alcuni temi per me delicati in modo semplice e diretto. Indimenticabile, perché da allora alcune cose sono cambiate.
Giorgio non era una persona che frequentavo, e le notizie della sua malattia fulminante e della sua morte mi sono arrivate tramite conoscenze comuni. Non avuto nemmeno la possibilità di andare a salutarlo al suo funerale, ma ho saputo che tra la piccola folla che si é radunata la commozione era palpabile, e non mi stupisce.
Non si sa mai veramente quanto posto si occupa nella vita degli altri, e non si sa quanto tempo abbiamo per far conoscere a qualcuno i nostri sentimenti. Sebbene tardivamente voglio salutare Giorgio con delle parole che, sono certa, lui ha incarnato e che mi fa bene rammentare.
Ogni guerriero della luce ha avuto paura di affrontare un combattimento.
Ogni guerriero della luce ha tradito e mentito in passato.
Ogni guerriero della luce ha imboccato un cammino che non era il suo.
Ogni guerriero della luce ha sofferto per cose prive di importanza.
Ogni guerriero della luce ha pensato di non essere un guerriero della luce.
Ogni guerriero della luce ha mancato ai suoi doveri spirituali.
Ogni guerriero della luce ha detto “si” quando avrebbe dovuto dire “no”.
Ogni guerriero della luce ha ferito qualcuno che amava.
Perciò è un guerriero della luce, perché ha passato queste esperienze e non ha perduto la speranza di essere migliore.
dal “Manuale del Guerriero della Luce”
di Paulo Coelho